Il Lago del Salto è posto ad una quota di 535 m. ed è il più grande lago artificiale del Lazio. Creato nel 1940 per opera di una diga che sbarra il corso del fiume omonimo, è stata considerata, secondo alcune leggende, la diga più alta d’Italia. Condivide le sue acque con il vicino lago del Turano attraverso un canale artificiale che per 9 km scorre sotto il Monte Navegna. Le pendici di quest’ultimo scendono verdeggianti verso il lago con boschi di querce e castagni, così come tutte le colline che circondano il lago, creando un vero paradiso per chi ama il fresco, la natura e le attività sportive e ricreative. Paesi come Sant’Ippolito, Borgo San Pietro, Fiumata e Taglieto ed altri che oggi sono ridenti centri turistici, un tempo vennero sommersi totalmente per far posto al bacino lacustre attuale e furono successivamente ricostruiti lungo le sue rive. Le sue rive sono molto articolate tanto da richiamare la fisionomia dei fiordi. Il suo intero perimetro è percorso da una strada dove è possibile costantemente osservare il panorama che si apre verso il lago. Le sue acque ricadono principalmente nel territori comunale di Petrella Salto e il resto ricade nei comuni di Pescorocchiano, Fiamignano, Varco Sabino e Marcetelli. Si trova nel gruppo montuoso del Cicolano di cui fanno parte il Monte Nuria, Monte Nurietta, Monte Calvo, Monte Navegna e Monte Cervia, giusto per citare i più importanti, con altezze comprese tra i 1400 e i 1900 metri. Le acque del lago ospita numerose specie pesci e altrettanti esemplari di Alborelle, Scardole, Gardons, Persici sole, Carassi, Carpe, Carpa erbivora, Persici Reali, Tinche, Anguille, Coregoni, qualche grosso Persico Trota, Trote. Negli ultimi anni si è provveduto al reinserimento di esemplari di luccio sia per accrescerne la scarsa presenza e sia per dare un maggiore equilibrio ecologico all’ambiente lacustre essendo tale specie un predatore. Sul lago e nei dintorni è possibile praticare alcuni sport come la canoa, il windsurf e la pesca sportiva inoltre nelle vicinanze è possibile percorrere sentieri che si addentrano nei boschi circostanti verso le montagne assaporando più intensamente la natura di questi luoghi. Sul versante sud-ovest verso le montagne che chiudono il lago ad est si trovano numerosi paesini che formano il comune sparso di Fiamignano luogo di villeggiatura dall'aspetto medievale. Questo è dominato dai ruderi del castello che fu teatro di un tragico avvenimento. Nel 1598 fu assassinato Francesco Cenci. La prima e unica accusata fu la figlia Beatrice che fu condannata alla decapitazione come l’istigatrice del delitto. Il fosco evento si concluse, un anno dopo, con la condanna e la decapitazione della figlia Beatrice, accusata di aver istigato gli esecutori del delitto.
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