del Lazio e d’Italia. Fanno da corona al lago il gruppo montuoso dei Monti Cimini che culminano con il Monte Fogliano (965m.) e il Monte Venere (851m.). Tutti rientrano nella Riserva Naturale del lago di Vico. Come spesso accade anche le leggende reclamano l’origine di alcuni laghi e certo quello di Vico non fa eccezione. Secondo la leggenda il lago nacque dalla clava che Ercole infisse nel terreno per sfidare gli abitanti del luogo. Nessuno di loro però riuscì a rimuoverla. Quando lo fece Ercole, sgorgò una tale quantità d’acqua che riuscì a riempire tutta la valle formando così il lago. In realtà il lago fu frutto dell’attività vulcanica risalente a quasi 100.000 or sono. Quando questa cessò, durante i millenni si riempì d’acqua fino ad assumere la forma attuale. Grazie all'integrità biologica che lo caratterizza, il Lago ospita una fauna numerosa e di grande pregio: l’ambiente lacustre ospita una grande varietà di specie. In particolare, durante il periodo invernale, si possono contare più di 5000 tra folaghe, anatre selvatiche come la moretta e il moriglione e le cosiddette anatre tuffatrici. Le anatre di superficie invece, come il germano reale, l'alzavola, la marzaiola, il codone, il mestolone e la canapiglia, prediligono le acque più basse intorno ai canneti. Al largo è possibile osservare il gabbiano reale ed il gabbiano comune che sono attratti dalla numerosa fauna ittica tra cui il luccio, il coregone, la tinca, il persico reale e l'anguilla. Tra i mammiferi acquatici dobbiamo registrare, purtroppo, la scomparsa della ormai rarissima lontra, presente nel Lago fino alla metà degli anni '60. Anche l’avifauna non acquatica è assai interessante con la presenza dei rapaci come il raro lanario, il nibbio bruno, lo sparviero, la poiana, il gheppio, il falco di palude, il falco pellegrino mentre nei boschi vivono rapaci notturni come il barbagianni, l'allocco, il gufo comune, la civetta, l'assiolo. Nel zone più selvagge della selva vivono i picchi, ghiandaie, fringuelli, cinciarelle, upupe e scriccioli. Infine tra i mammiferi annoveriamo un discreto numero di predatori come la martora, la volpe, la faina, la puzzola, la donnola ed il raro gatto selvatico; i tassi si contendono le tane con le istrici. Prolificano anche molti piccoli roditori che a loro volta diverranno cibo per i predatori come ghiri, moscardini, arvicole, i topi selvatici e gli insettivori, come le talpe e i toporagni. Sulle rive del lago praticamente non ci sono insediamenti umani di particolare interesse a parte il piccolo nucleo abitato di Punta del Lago. I centri storici di maggiore interesse che si trovano a pochissimi km dal lago, sono San Martino al Cimino, Caprarola e Ronciglione. L’abitato seicentesco di San Martino offre la possibilità di vedere la chiesa abbaziale e il palazzo Doria-Pamphili. A Caprarola si impone alla vista il grandioso Palazzo Farnese a base pentagonale. I lavori per la sua costruzione iniziarono nel 1530 ad opera dell’architetto Antonio Sangallo. L’interno è arricchito stanze finemente affrescate ed ornate tanto da rivaleggiare con la Villa Farnese a Roma e catturare l’attenzione di chiunque si addentri tra scalinate, stanze, quadri in un gioco di prospettive di grande impatto visivo. Anche Ronciglione offre un certo interesse storico e artistico e vale una visita soprattutto al Duomo, ai torrioni della rocca risalente all’alto medioevo, ed infine alle chiese dentro e fuori il centro abitato. Una varietà artistica e ambientale che lascerà stupiti e soddisfatti anche il turista più esigente e colto.
Indirizzi utili
Riserva Naturale
Via Regina Margherita, 2
01032 Caprarola (VT)
Tel.: 0761/647444
Fax: 0761/647864
E-mail: lago.vico@parchilazio.it
Comune di Ronciglione E-mail: info@comune.ronciglione.vt.it Ufficio Turistico – Caprarola Tel. 0761-646157
Palazzo Farnese
Soprintendenza per i Beni Ambientali e Architettonici
Tel. 0761 646052
Visite guidate e Guide Turistiche a Caprarola e nella Tuscia:
Tel. 0761 645404
http://www.infoviterbo.it/lago_di_vico/index.asp
http://www.laghidellazio.it/Vico.htm
http://www.riservavico.it/benvenuti.html